Correttivo Conto Termico 3.0

16 ottobre 2026
Correttivo Conto Termico 3.0

Correttivo Conto Termico 3.0: cosa cambia (e cosa no) per chi sostituisce l'impianto di casa

È in arrivo un correttivo al Conto Termico 3.0, ma per le famiglie le novità sono poche e in gran parte positive. Chi ha in programma di sostituire stufa, caldaia o impianto di riscaldamento nella propria abitazione non dovrebbe vedere stravolgimenti.

Attenzione: le informazioni si basano su una bozza non ufficiale del decreto, che ha già superato la Conferenza Stato-Regioni. Il testo definitivo potrebbe cambiare.

Perché arriva il correttivo

Il Conto Termico 3.0 ha avuto un successo enorme: a febbraio sono arrivate 1.547 richieste per circa 1,3 miliardi di euro, contro una dotazione annua di 900 milioni. Il correttivo serve a rimettere ordine nelle risorse e a sbloccare le prenotazioni, ferme dal 3 marzo. Le prenotazioni riguardano soprattutto le Pubbliche Amministrazioni: per i privati resta l'accesso diretto, già riattivato.

Cosa non cambia per i privati

  • La rata unica resta per incentivi fino a 15.000 euro. Il limite più basso (50.000 euro) previsto dal correttivo riguarda solo le PA.
  • Il tetto del 100% per i piccoli Comuni (fino a 15.000 abitanti) riguarda gli interventi degli enti pubblici, non le abitazioni private.
  • Le nuove regole su diagnosi energetica e APE riguardano gli interventi su involucro e infissi, non la sostituzione degli impianti di riscaldamento.

Le novità che interessano chi ha una casa

Biomassa: requisiti più semplici Verrebbe eliminato il rendimento minimo dell'85% per stufe e termocamini a pellet e legna. I coefficienti premiali per le emissioni di particolato restano invariati (1, 1,2 e 1,5), con fasce riviste: una riduzione delle emissioni del 50% darebbe diritto al coefficiente massimo di 1,5. Per chi sceglie un apparecchio a biomassa davvero performante, questo può significare un incentivo più alto.

Solare termico Il solare termico verrebbe aggiunto tra gli interventi abbinabili all'isolamento per ottenere il 55%. Per i residenziali conviene verificare caso per caso se l'abbinamento si applica al proprio intervento, perché la misura riguarda gli interventi di isolamento, non sempre accessibili ai privati.

Pompe di calore e sistemi ibridi Nella bozza non ci sono modifiche rilevanti per questi interventi: le regole attuali del Conto Termico 3.0 restano il punto di riferimento.

Una novità da conoscere: chi incassa per conto del cliente

Il GSE potrebbe recuperare le somme da restituire, in caso di irregolarità, anche dal mandatario all'incasso, come obbligato in solido e nei limiti di quanto effettivamente riscosso. Non è una sanzione nuova, ma una responsabilità restitutoria.

Per il cittadino non cambia nulla se tutto è in regola. Riguarda soprattutto installatori, fornitori ed ESCO che incassano l'incentivo al posto del cliente: è un motivo in più per affidarsi a professionisti affidabili e per conservare tutta la documentazione dell'intervento.

Le risorse

Il plafond resta di 900 milioni annui, con una riserva minima di 300 milioni per PA e privati. È una garanzia in più per le famiglie: una parte dei fondi sarà sempre destinata a loro.

Cosa fare adesso

  • Se hai già presentato la richiesta, non dovrebbero esserci cambiamenti sulle condizioni di partenza.
  • Se stai valutando di sostituire l'impianto, puoi muoverti normalmente: non c'è un motivo per aspettare il correttivo.
  • Se abiti in Umbria o in altre Regioni con bandi collegati, ricorda che molti contributi regionali richiedono prima l'accettazione della pratica del Conto Termico 3.0.

In ogni caso, prima di avviare i lavori conviene verificare le regole in vigore al momento della richiesta.


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